Diotima

  • ControTempo è un Social Network di cultura e politica creato da un gruppo di donne di ispirazione cristiana che intendono ancora applicarsi all’amore del loro tempo condividendolo con quanti, anche “stranieri”, sentono la “passione” per le difficoltà dell’oggi. “Controtempo” vuole dire un pensiero altro, dissonante dalle voci che si rincorrono e accavallano, ma anche lontano dal conformismo di chi è sempre “contro”.

    Il contenuto del blog è nel suo nome che è un programma:"Controtempo". Siamo un gruppo di donne cattoliche, non nascondiamo la nostra identità, che intendono gettare sul mondo uno sguardo di simpatia ma nello stesso tempo scrutando nelle pieghe degli avvenimenti quanto e cosa preannuncia un tempo nuovo, tanto da essere dissonante col proprio tempo. Appunto "controtempo".

Blog

Venerdì, 14 Settembre 2018 00:00

Nazionalizzare le autostrade non serve

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“Nazionalizzazione della rete autostradale”. È la ricetta che una buona parte del governo, almeno la frangia guidata da Luigi di Maio e dal ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, ripete come un mantra dal 14 agosto scorso, da quando cioè collassò il ponte Morandi sulla A 10, causando 43 vittime. Il ritorno delle autostrade italiane sotto la mano pubblica sarebbe la chiave per superare le distorsioni del mercato dovuto al regime delle concessioni ai privati (Atlantia by Benetton in primis), con i cittadini che pagavano tariffe sempre più salate e concessionari che registravano margini di guadagno spropositati grazie alle rendite assicurate…
Consenso in calo, conflitti interni, situazioni spinose: la maggioranza non se la passa bene, per nulla. Buon per lei che arriva regolarmente qualcuno a ricompattarla, sia esso l'Onu o il Pd. E se fosse più efficace il silenzio? Di Battista contro Di Maio, il Movimento Cinque Stelle contro la Lega, il Paese che comincia a dare (piccoli) segni di insofferenza contro il governo Lega-Cinque Stelle. E d’accordo, è presto per parlare di crisi, anche solo di fine della luna di miele, ma sono le cronache a raccontare che più si avvicina il momento della presentazione della legge di bilancio e…
Venerdì, 07 Settembre 2018 00:00

Qualcuno ha fatto di un pollo il Corvo

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Che un vecchio prelato, furibondo per non avere fatto carriera, covi risentimento verso il Papa è abc del cattolicesimo romano. Che usi i giornali per vendicarsi è un déjà vu, dai tempi in cui il cardinale Ottaviani affidò a Indro Montanelli carte per denigrare papa Giovanni. Che dunque un nunzio - monsignor Carlo Maria Viganò - decida di far sapere poco diplomaticamente che papa Francesco avrebbe ignorato le sue denunce, e gli chieda di dimettersi, non dovrebbe stupire. È infatti la conferma di un dato preoccupante. Nella selezione dei candidati all'episcopato sono stati scelti uomini privi delle doti spirituali e della stabilità psicologica richieste. Così fra quelli che hanno…
Lunedì, 03 Settembre 2018 00:00

canto di ringraziamento delle donne

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I cronisti di Radio Radicale hanno raccolto e pubblicato il canto delle donne eritree che si trovano sulla nave Diciotti della Guardia costiera, da cinque giorni attraccata al porto di Catania senza l’autorizzazione a far sbarcare i 150 richiedenti asilo a bordo. Un canto di ringraziamento rivolto al cielo per essere arrivate sane e salve dalla Libia e, allo stesso tempo, una preghiera per trovare la forza di superare anche questa prova.   audio   Da "www.ilfattoquotidiano.it" Diciotti, il canto di ringraziamento delle donne migranti bloccate sulla nave. L’audio di Radio Radicale
Venerdì, 31 Agosto 2018 00:00

Missione Tria in Cina

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E’ questione di pochi giorni: lunedì prossimo parte ufficialmente la missione di Tria in Cina. Il ministro dell’economia punterà soprattutto a cercare una nuova platea di finanziatori del debito pubblico italiano. Finanziatori che possano sostituire la Bce, quando nel teatro della finanza globale calerà il sipario sul QE, noto anche come scudo BTP. La missione di Tria è cruciale: convincere gli investitori ad acquistare BOT e BTP in un momento, tra l’altro, in cui la fiducia degli strategist verso i titoli del debito pubblico italiano rasenta quasi i minimi, in vista della nota di aggiornamento al Def e della presentazione…
Domenica, 26 Agosto 2018 00:00

Tav e non solo: servono infrastrutture per crescere

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Non ci sono parole di fronte alla immane tragedia del ponte Morandi di Genova. Ma al di là dello sconforto e dell’emotività si impone una riflessione seria sul fatto che simili tragedie possono accadere perché le infrastrutture esistenti sono poche, spesso non sono più adeguate, sono intasate, troppo sollecitate e quindi possono diventare anche meno sicure.  Un Paese moderno ha bisogno di reti che siano al passo con i tempi, con l’espansione del traffico (nei trasporti, nell’energia, nell’acqua e nelle telecomunicazioni) nonché con lo stesso livello di sviluppo dei territori e delle loro esigenze di relazionarsi con gli altri territori,…
Per rincorrere il consenso gli ultimi governi (nessuno escluso) hanno preferito bonus immediati a investimenti in infrastrutture, più di lungo periodo. Nel mare magnum della spesa pubblica italiana vi è un capitolo che effettivamente pare avere subito l’austerità, e non essersi ripreso neanche quando il PIL ha ricominciato a crescere. Non si tratta però, come accaduto nei Paesi che più hanno subito la crisi, di servizi pubblici essenziali, sanità, istruzione, o degli stipendi dei dipendenti statali. Stiamo parlando di qualcosa di meno percepibile nel breve periodo e molto di più nel lungo termine. Quando però, parafrasando Keynes, saremo tutti morti.…
Nemmeno un terzo dei braccianti africani che lavorano nella Piana di Gioia Tauro ha un contratto, e tutti vivono sospesi fra dinieghi, rinnovi del permesso di soggiorno, precarietà di alloggio, fatica, “pizzo” e sfruttamento. Daniela Sala è stata per noi nelle tendopoli della Piana e a parlare con lavoratori e sindacalisti, anche per capire con quali strumenti si sta tentando di contrastare la nuova schiavitù. I primi a venire qui in cerca di lavoro – negli anni Sessanta e Settanta – sono stati gli italiani. Poi sono arrivati i marocchini e i polacchi. Oggi invece a Rosarno ci lavorano soprattutto…