Caccia a Tito Boeri In evidenza

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Adesso tocca a Tito Boeri finire nel mirino dei complottisti del Decreto Dignità. Il presidente dell’INPS è “reo” di aver materialmente redatto la tabella allegata alla relazione tecnica del provvedimento varato dal governo che ha certificato la perdita di 8000 posti di lavoro per effetto delle norme contenute. E per questo ieri, mentre Di Maio individuava una “manina” maligna insieme a Giovanni Tria (riferendosi al Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco), Salvini da Mosca – dove è andato a vedere la finale dei Mondiali, come Renzi a Flushing Meadows nel 2015 – coglieva la palla al balzo per invitarlo a dimettersi: «Il presidente dell’Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione. Se non sei d’accordo con la linea politica di un governo ti dimetti».

La caccia a Tito Boeri, reo di aver fatto una tabella
Prima, nel comunicato congiunto del ministro dell’Economia e del vicepremier, Tria aveva speso tutta la sua autorità professorale per definire “priva di basi scientifiche” la tabella incriminata, fornendo così un bell’assist politico a Di Maio e preservando la sua posizione al ministero dell’Economia, traballante a causa del M5S. La risposta di Boeri arriva nel pomeriggio: “Le dichiarazioni contenute nella nota congiunta dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all’opinione pubblica. Nel mirino l’INPS, reo di avere trasmesso una relazione “priva di basi scientifiche” e, di fatto, anche la stessa Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell’Inps”.

La vergognosa caccia di Salvini e Di Maio a Tito Boeri di Alessandro D'Amato

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