Cara Amica

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Cara Amica

il dibattito generato da eventi contingenti (come il caso Ruby), accentua un'attenzione doverosa sulla condizione femminile. Ogni riferimento ad essa subisce una sorta di deformazione e di sviamento, quando la si indica come "questione", rimbalzando con ciò il senso che essa costituisce "problema" per l'intera società o, al contrario, se ne rimpicciolisce la portata quando la si riconduce all'interno di un "settore" considerato marginale della società.

La discussione sul tema è cruciale in quanto alza il velo sulla contemporaneità e sulla necessità nel presente, di portare all'attenzione di tutti la "questione femminile" come questione condivisa.

Il varco stretto è costituito da tre temi fondamentali che individuano altrettanti versanti di dibattito/confronto. Non possiamo rinchiuderci nella torre d'avorio costituita dalle nostre buone "ragioni", oltretutto non più verificate, se vogliamo assicurare alla nostra associazione un futuro. Dobbiamo allora guardare oltre, volare alto, superare l'angustia del presente. I temi sui quali vogliamo aprire un colloquio a tutto tondo con le amiche, anche se a distanza, riguarda:

- l'autodeterminazione,

- la cittadinanza,

- la laicità,

- spazio privato e spazio pubblico

Vorremmo aggiungere anche il tema della vita della Chiesa e nella Chiesa per verificare quanto e perché la sua presenza magisteriale sia avvertita diversamente e diversamente accolta, nella coscienza del mondo cattolico generando, se non una spaccatura, un diverso sentire.

Sappiamo che tutta la politica di questo scorcio di legislatura, si giocherà sui temi sintetizzati dalla espressione "sporgenza antropologica" cioè i temi della vita e della morte, del nascere e del morire, dell'inizio e della fine. Come temi che riguardano le "questioni ultime" nel senso di definitive. Non vogliamo nemmeno negare che in questo momento esistono problematiche tutte interne all'associazione che riguardano il rapporto tra il livello politico associativo e quello gestionale dei servizi. Perché allora non confrontarci anche su questo versante?

Ci piacerebbe parlare di tutto questo, e crediamo che la lontananza piuttosto che accentuare le difficoltà smussi le asperità di un confronto diretto contribuendo ad elevare il livello del confronto e abbassare i toni delle emozioni. In uno scambio vicendevole di esperienze e conoscenze, vogliamo intraprendere un percorso condiviso. Vi invitiamo allora, care amiche, a corrispondere tramite la e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Di volta in volta vi offriremo contributi sul blog controtempo.over-blog.it che vi invitiamo a consultare

Aspettiamoci, allora

L'Administartor Aspasia

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